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Discorso del Ministro Di Maio alla Tavola rotonda sulla lotta alla corruzione

Data:

09/12/2020


Discorso del Ministro Di Maio alla Tavola rotonda sulla lotta alla corruzione

In occasione della sua ultima visita a Tirana, il 20 novembre scorso, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, ha partecipato a una Tavola rotonda sulla lotta alla corruzione e riforma della giustizia quale volano per la crescita economica dell’Albania.

In occasione della giornata contro la corruzione, riportiamo di seguito il discorso integrale del Ministro Di Maio.

"Cara Ministra della Giustizia della Repubblica di Albania, cara Etilda,

Signori Presidenti delle Commissioni parlamentari,

Gentile Professoressa Severino, Rappresentante speciale dell’OSCE per la lotta alla corruzione,

Gentili ospiti,

Signore e Signori,

sono particolarmente lieto di essere qui a Tirana, per la seconda volta nel corso di un anno. Ho voluto fortemente recarmi in visita oggi nonostante le difficoltà causate dalla seconda ondata della pandemia e ho voluto intervenire – come primo impegno di questa intensa giornata che mi attende – a questa tavola rotonda dedicata ad un tema fondamentale per il futuro della regione balcanica e dell’Albania.

La mia visita di oggi è una testimonianza concreta del convinto sostegno dell’Italia al percorso europeo dell’Albania. La lotta alla corruzione è appunto una delle aree prioritarie su cui i Paesi candidati a entrare nell’Unione Europea sono chiamati a fare decisi passi in avanti, all’interno di un percorso di riforme strutturali che devono portare al pieno consolidamento delle istituzioni democratiche.

Questa attenzione così marcata trova la sua giustificazione negli effetti, tanto profondi quanto negativi, che la corruzione purtroppo produce nel tessuto sociale dove si sviluppa. Essa mina alla base il funzionamento delle istituzioni e inquina il rapporto tra queste ultime e i cittadini.

La corruzione è una piaga che ostacola la crescita economica sostenibile, distorce la concorrenza nei mercati, mina alla radice lo stato di diritto ed erode la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. In tempi normali, la corruzione è già di per sé un grave ostacolo alla costruzione della prosperità e della sicurezza dei nostri Paesi e delle nostre comunità.

La corruzione moderna percorre ancora nuove strade e, se possibile, è ancora più insidiosa, perché sfrutta i punti deboli degli ordinamenti giuridici nazionali che non sono adeguati a fronteggiare simili sfide.

L’Italia ha sviluppato una notevole esperienza in questo campo, grazie anche ad iniziative internazionali di contrasto alla corruzione in cui abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza delle conseguenze negative della corruzione sul nostro tessuto socioeconomico.

La corruzione crea infatti una serie di effetti distorsivi per un Paese: svia risorse e riduce il livello degli investimenti; riduce l’efficienza e la competitività della spesa pubblica, ampliandola; riduce le entrate discali dello Stato e scoraggia l’innovazione, specie in ambito scientifico e tecnologico.

La crescita che si riduce genera quindi disoccupazione, aumento di povertà e disuguaglianze, fughe all’estero di imprese, capitali e cervelli, diffusa sfiducia nelle Istituzioni, riduzione della fedeltà fiscale e decrescita della partecipazione dei cittadini alla vita democratica. È la stessa stabilità politica ad essere investita dalle conseguenze della corruzione.

L’attuale crisi senza precedenti causata dalla pandemia COVID-19 ci ponedinanzi ulteriori rischi: la corruzione potrebbe addirittura aggravare i suoi effetti negativi su tutti i fronti, rallentando gli sforzi verso una ripresa sostenibile.

In risposta a precedenti situazioni di emergenza, sono comparsi mercati illegali e, a causa della corruzione, è andata persa una parte dei fondi per gli interventi di emergenza a favore di famiglie e imprese.

Durante le emergenze, la corruzione aumenta le disuguaglianze, scoraggia gli investimenti in capitale umano, incrina la fiducia nelle istituzioni e mina lo stato di diritto.

Per queste ragioni, siamo pronti a confermare il nostro impegno in ambito OSCE, a sostegno di un approccio olistico e cooperativo verso la piaga della corruzione e dei metodi di contrasto. Abbiamo bisogno più che mai di visioni e strategie innovative per meglio comprendere questo fenomeno, spesso collegato alla criminalità organizzata e al riciclaggio di denaro, per reagire con modalità condivise e coordinate.

Il nostro Paese è determinato ad offrire un contributo di idee in questo ambito, sia durante la prossima Presidenza italiana del G20 (a partire dal 1° dicembre) che nel corso della prima Sessione Speciale sulla Corruzione dell’Assemblea Generale dell’ONU.

Siamo pronti, anche all’interno del quadro OSCE, a condividere la nostra esperienza, le lezioni apprese e le migliori pratiche, con la consapevolezza che un cambio di paradigma è ciò di cui abbiamo bisogno.

Signore e Signori,

Italia e Albania hanno molto dialogato in tema di anticorruzione, soprattutto attraverso canali multilaterali, grazie alla condivisione di esperienze e buone pratiche e l’avvio di azioni e programmi comuni.

A livello bilaterale, abbiamo qui il Cons. Mandoi, il magistrato di collegamento italiano presso il Ministero della giustizia albanese, che testimonia al meglio il livello stretto della nostra collaborazione. Ricordo anche l’impegno del CSM e del Ministero dell’Interno italiani sia nei progetti finanziati dall’Unione europea, come PAMECA e IPA 2020 (cooperazione di polizia), EURALIUS (cooperazione giudiziaria) e il progetto bilaterale sulla scuola della magistratura finanziato da AICS e gestito dalla stessa AICS insieme a CSM ed ANAC. Ricordo anche la disponibilità della Guardia di Finanza e di diverse Università italiane a proseguire in progetti concreti di collaborazione.

Affrontare questo fenomeno non è fuori dalla portata dell’Albania: apprezziamo il fatto che il vostro Paese abbia assunto l’impegno di avvicinare il proprio sistema anti-corruzione agli standard internazionali.

L’Italia continuerà a sostenere la Presidenza albanese dell’OSCE per conseguireal Consiglio Ministeriale di Tirana l’adozione di una robusta Decisione sulla lotta alla corruzione.

Auspico che i nostri due Paesi possano cooperare tra loro e con gli altri Paesi dei fora cui entrambi aderiamo, per sviluppare un approccio olistico al contrasto della corruzione. In questo quadro, la definizione di adeguati meccanismi di coordinamento sul piano nazionale può migliorare la capacità complessiva di contrastare la corruzione.

Per parte nostra, intendiamo continuare ad incoraggiare e sostenere l’Albania in questa sfida, coerentemente con il nostro forte sostegno al processo di integrazione europea di Tirana. Siamo convinti che con l’appoggio della comunità internazionale l’Albania possa vincere questa sfida cruciale per il suo futuro.

Vi ringrazio per l’attenzione che mi avete riservato e lascio la parola alla Professoressa Severino, che ringrazio con calore per l’impegno, la dedizione e la professionalità che assicura in qualità di Rappresentante Speciale dell’OSCE per la lotta alla corruzione."


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