{"id":1580,"date":"2021-10-29T19:29:27","date_gmt":"2021-10-29T17:29:27","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/10\/esempio-e-sacrificio-della-divisione\/"},"modified":"2021-10-29T19:29:27","modified_gmt":"2021-10-29T17:29:27","slug":"esempio-e-sacrificio-della-divisione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/10\/esempio-e-sacrificio-della-divisione\/","title":{"rendered":"ESEMPIO E SACRIFICIO DELLA DIVISIONE \u201cPERUGIA\u201d IN ALBANIA  NELL\u2019EPILOGO STORICO DELL\u2019AUTUNNO DEL 1943"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>ESEMPIO E SACRIFICIO DELLA DIVISIONE \u201cPERUGIA\u201d IN ALBANIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>NELL\u2019EPILOGO STORICO DELL\u2019AUTUNNO DEL 1943<\/strong><\/p>\n<p>Se oggi si ricorda l\u2019immane sacrificio dei soldati italiani caduti, delle giovani vite spezzate dei cosiddetti ragazzi del \u201999, non possiamo non rivolgere loro il nostro deferente e riconoscente pensiero; ad essi non dovr\u00e0 mai mancare la nostra riconoscenza di Nazione ritrovata proprio in quella durissima esperienza di trincea, culminata nella vittoria del 4 novembre 1918 che pose finalmente fine per l\u2019Italia al lungo e sanguinoso conflitto della Prima Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Quel 4 novembre 1918 modell\u00f2 profondamente il futuro delle nazioni europee e influenz\u00f2 definitivamente il corso della Storia di tutto il ventesimo secolo.<\/p>\n<p>Ben 8000 di quei giovani morirono proprio qui in Albania. E se solo per un attimo, andiamo a considerare anche gli eventi della Seconda Guerra Mondiale, l\u2019ammontare esatto dei soldati italiani caduti in Albania risulta pari a circa 28.000 unit\u00e0; anche a causa del tragico epilogo storico accaduto nell\u2019autunno del 1943 dopo l\u2019Armistizio con gli anglo-americani.<\/p>\n<p>In particolare, va ricordato che nel settembre 1943, l\u2019Albania era presidiata dalla IX Armata dell\u2019allora denominato Regio Esercito italiano, suddivisa in due Corpi d\u2019Armata e sei Divisioni (Perugia, Parma, Brennero, Firenze, Arezzo, Puglie). L\u2019Armistizio dell\u20198 settembre, come \u00e8 noto, provoc\u00f2 una grave crisi di comando e controllo, al punto che il Comando Supremo diram\u00f2 ordini non chiari circa il comportamento da tenere dalle truppe italiane, in particolare verso i Tedeschi.<\/p>\n<p>A seguito di aspri scontri, l\u201911 settembre, i Tedeschi entrarono a Tirana dove arrestarono il Comandante della IX Armata, Gen. ROSI, e gli estorsero l\u2019ordine di consegnare le armi in cambio della promessa, ritenuta non credibile, di rimpatrio delle Divisioni sotto il suo comando: tale ordine comport\u00f2 il rifiuto da parte dei Comandanti delle Divisioni, per manifesta contrariet\u00e0 all\u2019onore militare, e l\u2019inizio dello sbando delle Unit\u00e0 italiane. Ogni comandante di Divisione si comport\u00f2 sulla base della situazione locale: alcuni cercarono di raggiungere la costa per l\u2019imbarco alla volta dell\u2019Italia, altri si indirizzarono verso le montagne dell\u2019interno per sfuggire alla cattura e unirsi poi al movimento di liberazione albanese. Al momento dell\u2019armistizio la Divisione \u201cPerugia\u201d presidiava <em>Gjirokast\u00ebr, Delvin\u00eb, Jorgucat, Tepelen\u00eb, K\u00eblcyr\u00eb e P\u00ebrmet<\/em>.<\/p>\n<p>Priva di collegamenti con i comandi superiori, la \u201cPerugia\u201d dovette gestire in proprio la crisi seguita all\u2019armistizio dell\u20198 settembre; il 21 settembre giunse a Saranda, dove si schier\u00f2 a difesa del porto dando protezione a migliaia di sbandati della Divisione \u201cParma\u201d.<\/p>\n<p>Il 26 settembre, i tedeschi cercarono di sbarcare a <em>Saranda<\/em>, ma lo sbarco fu respinto e la \u201cPerugia\u201d fece anche 15 prigionieri. I giorni seguenti furono densi di incertezze. Quando finalmente arriv\u00f2 la notizia che le navi italiane sarebbero arrivate a Porto Palermo, il Comandante ordin\u00f2 \u2013 vista anche l\u2019incombente minaccia tedesca &#8211; lo spostamento a nord. Durante il movimento verso Porto Palermo, nella convinzione che le navi li avrebbero imbarcati, fu emanato l\u2019ordine di consegnare le armi ai partigiani albanesi. Il 28 settembre, i fanti della \u201cPerugia\u201d arrivarono a Porto Palermo, ma non trovarono le navi, che gli Alleati intanto non avevano fatto partire dai porti dell\u2019Italia liberata.<\/p>\n<p>Nel mentre, i tedeschi avevano dato l\u2019avvio da sud e da nord dell\u2019Albania ad un\u2019operazione di vera e propria caccia all\u2019uomo. I reparti della \u201cPerugia\u201d, ormai senza armi, si divisero in gruppi e con l\u2019aiuto della popolazione albanese cercarono rifugio sulle colline del retroterra. I rastrellamenti tedeschi per\u00f2 non dettero scampo e, via via, quasi tutti gli Italiani furono fatti prigionieri.<\/p>\n<p>Il trattamento subito per mano dei tedeschi in Albania fu simile a quello riservato ai militari italiani nelle isole greche (<em>il ricordo qui non pu\u00f2 non soffermarsi sul sacrificio dell\u2019intera Divisione \u201cAcqui\u201d a Cefalonia, pi\u00f9 di 9000 uomini trucidati<\/em>), la morte per tutti gli Ufficiali e l\u2019avvio ai campi di internamento per tutti gli altri.<\/p>\n<p>I militari italiani della Divisione \u201cPerugia\u201d erano accusati di aver respinto con le armi il tentativo di sbarco tedesco a <em>Saranda<\/em>, di aver agevolato l\u2019imbarco di alcuni contingenti diretti verso la Puglia, occupata dagli anglo-americani, e di aver collaborato con i partigiani albanesi.<\/p>\n<p>Il tragico epilogo avvenne tra il 4 e il 7 ottobre in due localit\u00e0 diverse. Il 4 ottobre furono trucidati a <em>Baia Limion<\/em> il Gen. CHIMINELLO, Comandante della Divisione, e il suo Capo di Stato Maggiore; il giorno successivo, si legge nel diario del colonnello Giuseppe Adami, vice-comandante della Divisione, nello stesso luogo \u201c<em>gli Ufficiali, separati dalla truppa, sono imbarcati a otto alla volta su battelli, trasportati al largo e gettati in mare, non si sa se previa fucilazione<\/em>\u201d, mentre \u201ci<em> soldati dalla spiaggia assistono impotenti a questo immane massacro<\/em>\u201d. Secondo alcuni, tale sorte tocc\u00f2 a 120 Ufficiali, secondo altri a 150. Altri 32 Ufficiali furono catturati e fucilati in localit\u00e0 <em>Ku\u00e7<\/em>, non lontano da Saranda, il 7 ottobre.<\/p>\n<p>Di questa vicenda si ricordano alcune figure di straordinario eroismo, alle quali fu concessa la Medaglia d\u2019Oro al V.M., tra cui il <strong>Col. Gustavo LANZA<\/strong>, Comandante del 129\u00b0 reggimento, che si oppose all\u2019intimazione di cedere le armi e, catturato dopo una strenua lotta, tent\u00f2, assumendosi ogni responsabilit\u00e0, di sottrarre alla rappresaglia i suoi uomini; e il <strong>Ten. Col. Emilio CIRINO<\/strong> che, dopo aver guidato il rientro in Puglia di alcuni reparti, volle assolutamente tornare in Albania per non abbandonare la sua Unit\u00e0. Le altre vittime dell\u2019eccidio furono decorate con la Medaglia d\u2019Argento al V.M.<\/p>\n<p>Circa 170 militari superstiti della \u201cPerugia\u201d si unirono poi ai Battaglioni \u201cGramsci\u201d e \u201cMatteotti\u201d, formati dai resti di altre unit\u00e0 presenti in Albania, partecipando a numerose operazioni contro i Tedeschi; contribuirono alla conquista della Capitale e poterono sfilare, da liberatori, a Tirana il 28 novembre 1944.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2021\/11\/1_-_fante_aeroporto_di_herat_-_afghanistan.jpg\" alt=\"1 fante aeroporto di herat afghanistan\" width=\"750\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2021\/11\/2_-_eurofighter_in_volo_tattico_sul_mediterraneo.jpg\" alt=\"2 eurofighter in volo tattico sul mediterraneo\" width=\"750\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2021\/11\/3_-_portaerei_garibaldi_in_navigazione.jpg\" alt=\"3 portaerei garibaldi in navigazione\" width=\"750\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2021\/11\/4_-carabinieri_protezione_ambiente.jpg\" alt=\"4 carabinieri protezione ambiente\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"ESEMPIO E SACRIFICIO DELLA DIVISIONE \u201cPERUGIA\u201d IN ALBANIA NELL\u2019EPILOGO STORICO DELL\u2019AUTUNNO DEL 1943 Se oggi si ricorda l\u2019immane sacrificio dei soldati italiani caduti, delle giovani vite spezzate dei cosiddetti ragazzi del \u201999, non possiamo non rivolgere loro il nostro deferente e riconoscente pensiero; ad essi non dovr\u00e0 mai mancare la nostra riconoscenza di Nazione ritrovata [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-1580","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1580","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1580"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1580\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1580"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1580"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}