{"id":1998,"date":"2021-02-02T16:12:58","date_gmt":"2021-02-02T15:12:58","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/02\/intervista-al-prof-enrico-giorgi\/"},"modified":"2021-02-02T16:12:58","modified_gmt":"2021-02-02T15:12:58","slug":"intervista-al-prof-enrico-giorgi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/02\/intervista-al-prof-enrico-giorgi\/","title":{"rendered":"Intervista al Prof. Enrico Giorgi sulle recenti scoperte archeologiche a Butrinto"},"content":{"rendered":"<p>Si riporta l&#8217;intervitsta del Prof. Enrico Giorgi,\u00a0uno dei responsabili delle missioni archeologiche italiane in Albania, sulle recenti scoperte archeologiche nei pressi dell\u2019antica citt\u00e0 di Butrinto.<\/p>\n<p>L\u2019intervista \u00e8 disponibile in lingua albanese sul sito web di Shqiptarja.com (<a href=\"https:\/\/shqiptarja.com\/lajm\/zbulime-arkeologjike-te-koheve-te-fundit-nga-misioni-italoshqiptar-prane-qytetit-antik-te-butrintit-teknologji-moderne\">clicca qui<\/a>)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Scoperte archeologiche di questi tempi: una chiacchierata su Butrinto<\/strong><\/p>\n<p>Sin dal 2015 la missione archeologica Italo-Albanese presso l\u2019antica citt\u00e0 di Butrinto \u00e8 attivamente impegnata sul territorio per riportare alla luce la storia di questo incredibile sito in collaborazione con l\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Tirana e con il supporto indispensabile del Ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana. Forti dell\u2019esperienza maturata nell\u2019ambito del Piano della Conoscenza di Pompei, i direttori della Missione, Enrico Giorgi dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna e Belisa Muka dell\u2019Istituto di Archeologia di Tirana, hanno combinato i tradizionali scavi archeologici e le ricognizioni sul territorio alle potenzialit\u00e0 legate all\u2019uso della pi\u00f9 moderna tecnologia Laser Scanning per lo studio degli elevati. I risultati sono stati promettenti: la comprensione dello stato di conservazione e degrado del Santuario di Asclepio e del circuito murario della citt\u00e0 hanno compiuto grandi passi avanti.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019anno inconsueto, sembra che la citt\u00e0 di Butrinto sia stata protagonista di una grande scoperta, fatta incredibilmente a distanza. \u00c8 stata Simona Antolini, titolare della cattedra di epigrafia latina dell\u2019Universit\u00e0 di Macerata e parte integrante del team di ricerca, l\u2019autrice di questa bella novit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cConversando con il mio Maestro, Gianfranco Paci, del mio impegno nel Butrint Project, ho appreso che da qualche parte nel laboratorio di Archeologia dell\u2019Universit\u00e0 dovevano conservarsi decine di calchi delle iscrizioni del teatro. Lui stesso li aveva ricevuti alcuni decenni addietro da Antonino Di Vita, allora Direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, e si era ripromesso di studiarli con calma in un momento successivo. Non \u00e8 stato difficile individuare questi tesori, sotto gli occhi di tutti ma ormai quasi dimenticati, in alcune borse nella cassaforte\u201d ha dichiarato. \u201cParliamo di pi\u00f9 di sessanta calchi cartacei, realizzati il secolo scorso da Luigi Morricone, l\u2019epigrafista della prima missione archeologica italiana a Butrinto, diretta da Luigi Maria Ugolini. Siamo molto entusiasti di questa riscoperta per tutte le opportunit\u00e0 che ci offre. Nonostante infatti le iscrizioni, che rappresentano una delle pi\u00f9 importanti fonti di informazione per la storia di Butrinto, siano quasi tutte edite e sono tuttora visibili, questa straordinaria documentazione ci fornisce uno stato di conservazione senza dubbio maggiore e lascia sperare che la sua analisi consenta di migliorare, in qualche aspetto, la lettura e l\u2019integrazione dei testi stessi. I calchi rappresentano inoltre un capitolo di storia dell\u2019archeologia importante e degno di essere raccontato, che siamo contenti di poter approfondire insieme.\u201d<\/p>\n<p>La pandemia di Coronavirus ha portato, insieme a questa grande novit\u00e0, anche alcuni inaspettati cambi di programma, ma il Butrint Project \u00e8 stato in grado di far fronte alla pausa momentanea delle attivit\u00e0 sul campo, come racconta il Enrico Giorgi.<\/p>\n<p>\u201cLa storia e l\u2019archeologia ci insegnano molto bene come ogni momento di crisi possa essere, in realt\u00e0, anche un\u2019occasione per sperimentare nuove strade. Dopo l\u2019iniziale disorientamento, abbiamo deciso che fosse proprio questa la strategia da seguire, sfruttando l\u2019occasione per approfondire linee di ricerca e condurre analisi che in altri anni, per ragioni di tempo, non avevamo avuto l\u2019occasione di svolgere. Abbiamo inaugurato un sito web dedicato alla Missione archeologica per aggiornare tutti sulle nostre attivit\u00e0 (<a href=\"https:\/\/site.unibo.it\/butrint\/en\">https:\/\/site.unibo.it\/butrint\/en<\/a>). In collaborazione proprio con l\u2019Ambasciata e gli altri colleghi impegnati nelle ricerche archeologiche in Albania, \u00e8 stato dato il via a due cicli di Webinar per instaurare un nuovo momento di dialogo e confronto in merito alla valorizzazione e tutela dei siti che da anni studiamo sul suolo albanese. Uno di questi, in pieno svolgimento, si sta rivelando un\u2019occasione di aggiornamento anche per tanti colleghi albanesi (<a href=\"https:\/\/tinyurl.com\/y4treog6\">https:\/\/tinyurl.com\/y4treog6<\/a>).<\/p>\n<p>E comunque siamo stati abbastanza fortunati da riuscire a non rinunciare del tutto alle attivit\u00e0 sul campo per il 2020, grazie all\u2019impegno dei colleghi albanesi.<\/p>\n<p>\u2018Nonostante le difficolt\u00e0 imposte dalle restrizioni sanitarie\u2019, ci racconta Belisa Muka, direttrice del progetto per l\u2019Istituto di Archeologia di Tirana, \u2018abbiamo potuto portare alcune indispensabili operazioni archeologiche di consolidamento delle strutture riportate in luce sull\u2019acropoli dagli scavi dello scorso anno, nell\u2019acropoli di Butrinto. Nel 2019, infatti, avevamo riportato in luce resti ceramici della citt\u00e0 arcaica e numerose strutture databili dall\u2019et\u00e0 romana imperiale e il tardo medioevo che richiedono una certa manutenzione per essere protetti dal clima rigido invernale. Un buonissimo risultato che ci permetter\u00e0 di preservare ancora meglio l\u2019area in attesa della campagna del 2021 e che sottolinea ancora una volta quanto sia importante la collaborazione italo-albanese\u201d<\/p>\n<p>Proprio in merito alle attivit\u00e0 del prossimo anno, la scoperta dei calchi delle iscrizioni ha sicuramente attirato molto l\u2019interesse, come sottolinea ancora Simona Antolini, e ci spinge a riprendere in esame la documentazione epigrafica alla luce dei nuovi dati.<\/p>\n<p>\u201cSperiamo di poter tornare presto sul campo per continuare le attivit\u00e0 di scavo, ricognizione e rilevamento, che sono comunque il punto focale della nostra missione, ma non nascondiamo di avere molte idee su come dare la giusta visibilit\u00e0 a questo ritrovamento e su come eventualmente sviluppare le informazioni che speriamo i calchi ci daranno. Siamo consapevoli che per avere buoni risultati avremo bisogno di tempo e siamo molto fermi nel proposito di voler condurre una ricerca quanto pi\u00f9 precisa possibile. Per questo siamo gi\u00e0 al lavoro per coordinare le operazioni di restauro e abbiamo contattato anche esperti esterni, abituati a confrontarsi con i preziosi cartonnages delle mummie egiziane del Museo di Torino. Confidiamo di poter condividere qualche novit\u00e0, se non come regalo di Natale, almeno per i primi mesi del prossimo anno!\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si riporta l&#8217;intervitsta del Prof. Enrico Giorgi,\u00a0uno dei responsabili delle missioni archeologiche italiane in Albania, sulle recenti scoperte archeologiche nei pressi dell\u2019antica citt\u00e0 di Butrinto. 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