{"id":3456,"date":"2018-04-23T12:41:44","date_gmt":"2018-04-23T10:41:44","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/04\/pres-pier-ferdinando-casini-insignito\/"},"modified":"2018-04-23T12:41:44","modified_gmt":"2018-04-23T10:41:44","slug":"pres-pier-ferdinando-casini-insignito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/04\/pres-pier-ferdinando-casini-insignito\/","title":{"rendered":"Pres. Pier Ferdinando Casini insignito dell\u2019onorificenza \u201cMadre Teresa\u201d dal Presidente albanese Meta"},"content":{"rendered":"<p>Il presidente della Repubblica Albanese Ilir Meta ha conferito oggi l\u2019onorificenza \u201cMadre Teresa\u201d al Pres. Pier Ferdinando Casini, &#8220;in segno di apprezzamento della sua personalit\u00e0 di spicco come politico che incarna i pi\u00f9 alti valori del parlamentarismo, del dialogo e della democrazia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn ponte di collegamento \u2013 riporta il decreto della Presidenza albanese &#8211; della permanente amicizia italo-albanese, la cui esperienza e visione hanno contribuito al rafforzamento della cooperazione strategica fra l&#8217;Albania e l&#8217;Italia e un fermo sostenitore dell&#8217;integrazione euroatlantica dell&#8217;Albania&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L&#8217;intervendo del sen. Pier Ferdinando Casini\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Non vi parler\u00f2 dell&#8217;Italia, ma dell&#8217;Europa e non dell&#8217;Europa di ieri o di oggi, ma dell&#8217;Europa di domani, di quell&#8217;Europa che vogliamo ideare, preparare, costruire&#8221;. Prendo in prestito le parole pronunciate durante un discorso alla radio nel 1952 da Alcide De Gasperi, perch\u00e9 il ricordo di uno dei Padri fondatori dell&#8217;Europa dovrebbe indurre tutti a mettere da parte le tentazioni masochistiche ed euroscettiche e a partecipare convintamente al progetto di un\u2019Europa sempre pi\u00f9 forte, sempre pi\u00f9 grande e sempre pi\u00f9 vicina ai popoli europei.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 spazio oggi per le brusche frenate e non possiamo trascurare la legittima aspirazione a vedere riconosciuto oggi &#8211; a quasi settant&#8217;anni di distanza dagli albori dell\u2019idea politica di Europa &#8211; il frutto degli sforzi, dei sacrifici, delle proposte che furono formulate dai Padri fondatori e che sono state raccolte e coltivate negli anni successivi dalle classi dirigenti europee.<\/p>\n<p><strong>Il dibattito sul futuro dell&#8217;Europa<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Europa oggi si trova a dover fronteggiare nuove e impegnative sfide. Le minacce che, in questo momento storico, mettono a rischio &#8211; per la prima volta dalla firma del Trattato di Roma &#8211; l&#8217;integrit\u00e0 e la stabilit\u00e0 dell&#8217;Unione sono essenzialmente di due tipi.<\/p>\n<p>1) La prima \u00e8 di natura esterna ed \u00e8 connessa alla nuova situazione geopolitica nel mondo: l\u2019Ue \u00e8 minacciata da Cina, Russia, dalle guerre e dal terrorismo in Medio Oriente e in Africa, ma anche dalla nuova amministrazione Usa che sembra mettere in discussione gli ultimi settant&#8217;anni di politica estera americana.<\/p>\n<p>2) La seconda \u00e8 di natura interna e riguarda l&#8217;avanzata dei sentimenti anti-Ue, nazionalisti e xenofobi all&#8217;interno della stessa Unione, che minacciano da dentro l&#8217;integrazione politica e i valori fondamentali della democrazia liberale.<\/p>\n<p>L&#8217;idea di unificare l&#8217;Europa prese corpo in un&#8217;ottica e in un contesto di &#8220;guerra fredda&#8221;. Nacque come rafforzamento di quel patto fra i Paesi occidentali che, in difesa di valori comuni, doveva arginare la minaccia sovietica e promuovere un&#8217; area di libero mercato.<\/p>\n<p>Il benessere economico del dopoguerra, la crescita economica e civile e le interconnessioni fra le nazioni, hanno fatto da supporto a quello che a un certo punto sembrava un processo irreversibile e destinato a realizzarsi compiutamente.<\/p>\n<p>Il sentimento europeista si consolidava nei fatti, diventando da ispirazione meramente intellettuale sorta fra le classi colte europee, un sentimento di massa.<\/p>\n<p>Oggi, tutte queste condizioni non ci sono pi\u00f9: il mondo non \u00e8 pi\u00f9 bipolare, gli Stati Uniti sembrano poco interessati all&#8217;Europa in quanto tale, la crisi economica e il terrorismo islamico hanno pesantemente scalfito la fiducia e la speranza dei popoli europei.<\/p>\n<p>Le stesse istituzioni europee vengono percepite pi\u00f9 spesso come organismi burocratici e invasivi pi\u00f9 interessati a regolare e normare, che ad affermare un interesse comune in nome di un comune sentimento europeo.<\/p>\n<p><strong>Il discorso pro Europa di Macron<\/strong><\/p>\n<p>Per queste ragioni, l&#8217;intervento sul futuro dell\u2019Europa di Emmanuel Macron (andato in scena nella aula del parlamento europeo di Strasburgo lo scorso 17 aprile) si \u00e8 incentrato proprio sulla necessit\u00e0 di rilanciare una nuova sovranit\u00e0 europea: &#8220;E&#8217; necessaria una sovranit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Macron ha delineato con chiarezza il forte rischio di una &#8220;guerra civile&#8221; strisciante nel nostro Continente e ha rilanciato la necessit\u00e0 di rifondare (e non distruggere come invece sostengono i movimenti euroscettici) un modello che sembra ormai in perenne crisi d\u2019identit\u00e0: \u201cNon possiamo far finta di essere in un tempo normale, c&#8217;\u00e8 un dubbio che attraversa molti dei nostri Paesi europei sull&#8217;Europa, una sorta di guerra civile europea sta emergendo: stanno venendo a galla i nostri egoismi nazionali e il fascino illiberale\u201d.<\/p>\n<p>A tal fine, Macron ha anche indicato una roadmap precisa: &#8220;Entro la fine legislatura dobbiamo raggiungere risultati concreti: un programma europeo per accoglienza e integrazione dei rifugiati; un\u2019imposta a breve termine per il digitale, che dia risorse proprie per bilancio; riforma unione bancaria e stabilit\u00e0 di bilancio; sicurezza interna, fondo europeo di difesa. Ci\u00f2 che ci tiene assieme \u00e8 una cultura, non una moneta&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La questione dell&#8217;allargamento<\/strong><\/p>\n<p>Molti Paesi hanno avanzato il dubbio che un ulteriore allargamento dell&#8217;Ue potrebbe portare pi\u00f9 rischi che vantaggi all&#8217;Unione stessa. (Lo stesso Macron ha detto con chiarezza che sosterr\u00e0 &#8220;l\u2019allargamento solo quando ci sar\u00e0 una profonda riforma della nostra Europa&#8221;).<\/p>\n<p>Tuttavia, in molti &#8211; primo fra tutti il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker &#8211; continuano a credere che il futuro dell&#8217;Europa possa costruirsi solo completando la casa europea, offrendo ad altri Paesi una \u201cprospettiva europea credibile\u201d che possa cambiare i sentimenti collettivi e riportare in auge l&#8217;aspirazione a far progredire l&#8217;integrazione europea.<\/p>\n<p><strong>I Balcani<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che siamo oggi, ci\u00f2 che ci apprestiamo a costruire nel prossimo futuro \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 di un pensiero fertile e di un\u2019azione tenace, che ha raccolto consensi ben oltre le pi\u00f9 rosee aspettative iniziali e che ha potuto alimentarsi, anche grazie alle trasformazioni politiche degli ultimi decenni, sorte dalle ceneri dei regimi totalitari di tipo sovietico e dall\u2019affermazione di nuovi modelli delle relazioni internazionali.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, non dobbiamo dimenticare che i Balcani hanno da sempre fatto da palcoscenico ai grandi eventi che hanno segnato la storia del continente europeo.<\/p>\n<p>La particolare posizione strategica, di ponte fra l\u2019Europa e la Russia e fra l&#8217;Europa e il Medio Oriente, ha reso di fatto quest&#8217;area per secoli un vero e proprio centro nevralgico della storia europea e di scontro fra potenze di ogni continente. &#8220;Uno spazio che produce pi\u00f9 storia di quanta possa consumarne&#8221; secondo Winston Churchill.<\/p>\n<p>Negli anni Novanta, il crollo del Muro di Berlino e la conseguente scomparsa delle grandi entit\u00e0 multinazionali (URSS e Jugoslavia) hanno fatto registrare una nuova corsa all&#8217;integrazione di spazi vuoti, dando cos\u00ec origine alle guerre di secessione jugoslave che, non a caso, si sono situate sul crinale di una grande transizione geopolitica.<\/p>\n<p>In quel contesto, la mancanza di una concreta azione politica da parte dell&#8217;Europa ha non solo impedito la ricerca di una soluzione, ma alimentato i contrasti esistenti.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 mentre in Europa la Comunit\u00e0 si apprestava a creare un mercato comune e a negoziare il Trattato di Maastricht per la creazione di un&#8217;Unione economico-monetaria.<\/p>\n<p>Anche per questo, oggi, l&#8217;Europa ha il dovere di integrare quest&#8217; area attraverso una strategia di sviluppo e di interconnessione regionale che metta a punto una solida rete infrastrutturale per agevolare e incrementare l&#8217;interscambio economico e le \u201ccontaminazioni\u201d culturali necessarie a far nascere quel sentimento di appartenenza europea indispensabile per una vera e strutturata unione politica.<\/p>\n<p>A tal proposito \u00e8 importante ricordare che se l&#8217;Europa vuole guardare davvero alla Via della Seta come a un obiettivo strategico, la costruzione di ponti tra le due sponde dell&#8217;Adriatico deve avvenire il pi\u00f9 rapidamente possibile.<\/p>\n<p>Insomma, per questa regione che sta ancora facendo i conti con una storia molto recente, potrebbero spalancarsi presto formalmente le porte dell&#8217;integrazione europea. L\u2019Unione europea potrebbe arrivare a comprendere 33 Stati nel 2025, compiendo la seconda fase di unificazione europea cominciata all&#8217;inizio del XXI secolo: fuori la Gran Bretagna, dentro Serbia, Montenegro, Macedonia, Kosovo, Albania e Bosnia-Erzegovina.<\/p>\n<p>Io sono sempre stato convinto che il futuro dell&#8217;Albania sia in Europa e che gli albanesi &#8211; che hanno ancora vivo il ricordo di guerre che si sono concluse solo pochi anni fa &#8211; sappiano cogliere fino in fondo il valore dell&#8217;Unione europea, di quest&#8217;alleanza nata per portare pace e prosperit\u00e0 fra Paesi che si sono combattuti per secoli.<\/p>\n<p>Per questo Paese non c&#8217;\u00e8 alternativa al suo futuro europeo e il via libera di Bruxelles all&#8217;apertura dei negoziati di adesione dello scorso 17 aprile \u00e8 un importante risultato per il quale l&#8217;Italia deve continuare a lavorare con determinazione.<\/p>\n<p>Sebbene l&#8217;Albania abbia gi\u00e0 compiuto numerosi passi in avanti in questa direzione, oggi le viene chiesto di proseguire nei suoi sforzi con rinnovata energia: dovr\u00e0 conformarsi alle regole comuni e trovare una propria vocazione nell&#8217;ambito dell&#8217;Unione Europea cercando di ricondurre la propria specificit\u00e0 entro i grandi confini della nuova Europa.<\/p>\n<p>Ma proprio la prospettiva di essere parte di un grande progetto europeo le permetter\u00e0 di guardare con pi\u00f9 ottimismo alle occasioni di stabilizzazione, di sviluppo del Paese e di adeguamento degli standard di funzionamento delle istituzioni, della burocrazia e dei mercati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2018\/04\/onorificenza_casini.jpg\" alt=\"onorificenza casini\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il presidente della Repubblica Albanese Ilir Meta ha conferito oggi l\u2019onorificenza \u201cMadre Teresa\u201d al Pres. 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