{"id":4694,"date":"2014-07-29T09:56:06","date_gmt":"2014-07-29T07:56:06","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2014\/07\/intervista-ministro-mogherini\/"},"modified":"2014-07-29T09:56:06","modified_gmt":"2014-07-29T07:56:06","slug":"intervista-ministro-mogherini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambtirana.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2014\/07\/intervista-ministro-mogherini\/","title":{"rendered":"Intervista del Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, Federica Mogherini, in occasione della visita a Tirana il 25 luglio 2014"},"content":{"rendered":"<p><P>Intervista del Ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini rilasciata al giornalista Carlo Bollino in occasione della visita a Tirana il 25 luglio, nell\u2019ambito del tour nelle principali capitali dei Balcani occidentali nel contesto del semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell\u2019Unione Europea. <\/P><P>Con questa visita nei Balcani occidentali, il Ministro ha voluto dare un segnale concreto dell\u2019importanza attribuita alla prospettiva europea dell&#8217;intera Regione. L\u2019allargamento ai Balcani dell\u2019Unione Europea rappresenter\u00e0 infatti una delle priorit\u00e0 del programma della Presidenza italiana, che intende mantenerlo al centro dell&#8217;agenda europea.\u00a0 <\/P><br \/>\n<P>A Tirana, il Ministro Mogherini ha incontrato l\u2019omologo Ditmir Bushati, il Vice Premier Niko Peleshi, il Presidente del Parlamento Ilir Meta, il Presidente della Repubblica Bujar Nishani e il Presidente del PD Lulzim Basha. <\/P><br \/>\n<P>INTERVISTA <\/P><br \/>\n<P>Signor Ministro, arriva in Albania come quarta tappa di un tour che sta facendo in giro tra le diverse capitali dei Balcani. Perche\u2019 questo giro, e perche\u2019 proprio ora?<\/P><br \/>\n<P>Ho deciso di compiere nei Balcani occidentali una delle mie prime missioni all&#8217;estero da quando l&#8217;Italia ha avviato il semestre di presidenza europea per ribadire il sostegno all&#8217;integrazione e alla prospettiva europea dell&#8217;intera Regione. \u00c8 una delle priorit\u00e0 del nostro semestre di Presidenza e vogliamo sia posta al centro dell&#8217;agenda europea. Ho voluto visitare tutte le capitali dei Balcani occidentali in un unico giro proprio per sottolineare il fatto che i problemi vanno affrontati in un&#8217;ottica regionale e non solo bilaterale, e vanno incoraggiati i rapporti tra i Paesi che della Regione fanno parte.<BR>La tappa a Tirana mi sta particolarmente a cuore sia per i legami tra i nostri Paesi sia per la decisione recente dell&#8217;Ue di riconoscere all&#8217;Albania lo status di Paese candidato, obiettivo che l&#8217;Italia ha sempre sostenuto con determinazione. E anche per i miei legami di amicizia, di lunga data, con il premier Rama. La presidenza italiana \u00e8 intenzionata a continuare ad appoggiare il cammino di Tirana verso la piena integrazione. Sono qui per ribadire questo impegno e il nostro sostegno al cammino di riforme imboccato dal governo albanese per migliorare il proprio paese e avvicinarlo agli standard europei.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia e\u2019 stata sempre al fianco dell\u2019Albania nel processo di integrazione. Che cosa ha tardato a suo parere fino allo scorso mese di giugno la concessione all\u2019Albania dello status di paese candidato all\u2019ingresso nell\u2019Unione europea?<\/P><br \/>\n<P>Per ogni Paese che vuole percorrere la strada dell&#8217;integrazione nell\u2019UE la decisione viene presa in funzione deIlo stato di avanzamento delle riforme. Il caso albanese dimostra che l\u2019Europa mantiene gli impegni presi quando si\u00a0 adottano le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi concordati. A ottobre la Commissione europea aveva presentato un parere positivo, ma con alcune criticit\u00e0. Noi, con altri Paesi, avremmo preferito riconoscere subito lo status di candidato, ma il rinvio \u00e8 servito per un&#8217;ulteriore conferma della volont\u00e0 politica del nuovo governo albanese di agire con decisione, in particolare nei settori della giustizia e della lotta alla corruzione e alla criminalit\u00e0 organizzata.<\/P><br \/>\n<P>Ci sono ancora riforme da completare, \u00e8 un impegno non da poco, che richiede il concorso costruttivo di tutte le forze politiche e la consapevolezza che sono misure nell\u2019interesse stesso del Paese e ne favoriranno lo sviluppo economico e sociale.<\/P><br \/>\n<P>&#8211; Dopo il recente incontro del premier Edi Rama con la Cancelliera Angela Merkel, i rapporti tra Germania e Albania brillano come non mai. Questa \u2018\u2019avanzata verso Sud\u2019\u2019 della diplomazia tedesca rischia di intaccare il primato politico italiano in questa parte della regione?<\/P><br \/>\n<P>Certi che no! Trovo che sia un fatto molto positivo, ed \u00e8 ora di uscire dalla logica delle competizioni nazionali nell&#8217;Unione Europea, per costruire un lavoro comune, di sinergia e cooperazione. Credo che il successo dell\u2019Albania nell&#8217;ottenere lo status di Paese candidato all\u2019adesione all\u2019UE rappresenti un risultato di grandissimo valore politico per tutta l\u2019Unione Europea. Sia la Germania sia l\u2019Italia si sono sempre impegnate a favore dell&#8217;integrazione. Sono obiettivi condivisi, sui quali lavoriamo insieme e che insieme valorizziamo quando li si riesce a realizzare. Lo storico allargamento del 2004, cos\u00ec come quelli che sono seguiti, ha contribuito alla stabilizzazione dei nuovi Stati membri, a migliorarne in maniera significativa il tenore di vita, modernizzarne l&#8217;economia e il quadro normativo. Allo stesso tempo ha creato nuove opportunit\u00e0 di investimento ed esportazione per le imprese dei &#8220;vecchi&#8221; Stati membri.<BR>Rimane ora da completare questo processo con l&#8217;integrazione nell&#8217;Unione dei Balcani Occidentali. Anche in questo caso sar\u00e0 risolutivo l&#8217;impegno dei grandi Paesi e di quelli pi\u00f9 attivi nella regione.\u00a0 Sono convinta che per la sua storia e per la sua collocazione geografica l&#8217;Italia continuer\u00e0 a giocare un ruolo insostituibile in questo scacchiere. Insieme ad altri.<\/P><br \/>\n<P>&#8211; Continuano a mancare in Albania gli investimenti italiani nei settori strategici come energia e telecomunicazioni, e questo nonostante gli scambi commerciali collochino il nostro paese al primo posto.\u00a0 Come spiega questa nostra debolezza, e cosa si propone di fare il suo governo?<\/P><br \/>\n<P>Gli investimenti italiani in Albania sono stati realizzati prevalentemente da nostre piccole e medie imprese, che hanno trovato un sistema produttivo di aziende di piccole dimensioni molto simile a quello italiano, e si sono concentrati nel settore manifatturiero.\u00a0 E siamo i primi per numero di imprese, soprattutto piccole e medie. Non mancano per\u00f2 investimenti rilevanti di aziende medie o grandi nei settori bancario, dello stoccaggio dei prodotti petroliferi e dell&#8217;energia. La nostra industria avrebbe certamente potuto acquisire posizioni di maggior rilievo nel campo delle telecomunicazioni, dello sfruttamento delle risorse minerarie e delle assicurazioni. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un crescente interesse dei nostri imprenditori per questo mercato, sia in termini di integrazione produttiva sia come ponte per affrontare il pi\u00f9 ampio mercato regionale e stiamo lavorando assieme al governo albanese per trasformare questo interesse in investimenti concreti. Occorrer\u00e0 in particolare una migliore conoscenza, da un lato, delle opportunit\u00e0 che offre l&#8217;Albania, dall&#8217;altro, delle complementariet\u00e0 delle nostre economie e della competitivit\u00e0 del nostro sistema industriale, anche in settori ad alto contenuto tecnologico. Il percorso europeo dell&#8217;Albania, con il processo di riforme, avr\u00e0 riflessi positivi sull&#8217;attrattivit\u00e0 di questo mercato e consentir\u00e0 di migliorare il clima imprenditoriale e superare quelle criticit\u00e0 che in passato avevano frenato gli investimenti. <\/P><br \/>\n<P>&#8211; L\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Tirana e\u2019 diventata punto di riferimento per il nuovo governo albanese nelle questioni di politica estera e per i progetti di sviluppo economico. Ritiene che l\u2019Albania come terra di investimenti possa aiutare le imprese italiane ad uscire dalla crisi?<\/P><br \/>\n<P>Sicuramente. Ritengo che l\u2019Albania rappresenti un potenziale ancora parzialmente inesplorato per le societ\u00e0 italiane anche per la sua posizione strategica di porta di accesso all\u2019intera Regione balcanica. Alcuni dei fattori che la rendono cos\u00ec attrattiva sono la presenza di manodopera qualificata, la complementariet\u00e0 tra i sistemi produttivi dei due Paesi, la vicinanza geografica e l\u2019ampia diffusione della lingua italiana tra la popolazione locale. Ed \u00e8 stato proprio il crescente interesse, registrato dalla nostra Ambasciata a Tirana da un anno a questa parte che ha fatto nascere l\u2019idea di organizzare, nel maggio scorso, la prima edizione della \u201cSettimana Italiana in Albania\u201d, cui hanno partecipato oltre 180 imprese italiane.<\/P><br \/>\n<P>&#8211; A proposito di investitori strategici assenti, le cito il caso dell\u2019Enel che non pu\u00f2 pi\u00f9 operare in Albania per colpa di una discussa sentenza di condanna da parte della giustizia locale sulla quale e\u2019 stato presentato persino un ricorso alla Corte di Strasburgo. Ritiene anche lei come Bruxelles, che la riforma della giustizia per una giustizia giusta e trasparente, sia la vera emergenza del paese?<\/P><br \/>\n<P>Non mi permetto di dare giudizi di merito, ma certo la riforma del settore della giustizia rientra tra le 5 priorit\u00e0 delineate dall\u2019Unione Europea, una precondizione per l\u2019integrazione dell\u2019Albania in un sistema, come quello comunitario, fondato sul principio dello stato di diritto. Il diritto comunitario costituisce parte integrante dell&#8217;ordinamento giuridico di ciascuno Stato membro, cui spetta l\u2019applicazione concreta delle norme europee. Ci\u00f2 significa che, una volta che l\u2019Albania sar\u00e0 parte dell\u2019Unione europea, spetter\u00e0 al giudice nazionale assicurare l\u2019applicazione uniforme del diritto europeo a beneficio di tutti i cittadini e delle imprese dell\u2019Unione. In termini generali, questo rende imprescindibile un adeguamento del sistema giudiziario albanese, che dovr\u00e0 garantire standard europei.<BR>D\u2019altro canto, il buon funzionamento della giustizia \u00e8 una conditio sine qua non per poter contrastare efficacemente anche la corruzione e la criminalit\u00e0 organizzata, gli altri due settori delineati come prioritari dalla Commissione europea.<\/P><br \/>\n<P>&#8211; Il progetto Iadsa tra Italia e Albania e\u2019 un ottimo esempio di cooperazione efficace tra i due paesi: l\u2019Italia ritiene di proseguire su questa strada potenziando questa forma di intervento?<\/P><br \/>\n<P>Il Programma Italo &#8211; Albanese di Conversione del Debito \u00e8 stato avviato nel 2012 e si \u00e8 dimostrato uno strumento altamente flessibile ed efficace nel rispondere alle principali priorit\u00e0 di sviluppo sociale promosse dalle istituzioni pubbliche albanesi, sia a livello nazionale sia locale. Si tratta di misure che stimolano la fiducia e la solidariet\u00e0 sociale e promuovono uno sviluppo regionale equilibrato. Il programma prevede uno stanziamento di 20 milioni annui, articolato su 4 anni. L\u2019Italia ha gi\u00e0 finanziato iniziative per 4,5 milioni di Euro nel 2013 e ci apprestiamo a finanziarne altre per 5 milioni. \u00c8 inoltre allo studio la possibilit\u00e0 di destinare 20 milioni di Euro con il nuovo Protocollo Italo- Albanese di Cooperazione 2014-2016, che prevede una dotazione complessiva di\u00a0 81,7 milioni di Euro e che firmer\u00f2 proprio in occasione della mia missione a Tirana. Questo fa dell\u2019Albania uno dei principali beneficiari della cooperazione italiana, che, nell\u2019arco di oltre due decenni, ha destinato oltre 700 milioni di Euro per programmi di sviluppo. In base ai dati forniti dalle Autorit\u00e0 albanesi, l\u2019Italia, con una media di 34 milioni annui di fondi negli ultimi cinque anni, \u00e8 al primo posto dei donatori bilaterali, seconda soltanto all\u2019Unione Europea per l\u2019ammontare delle risorse per l&#8217;Albania.<\/P><br \/>\n<P><BR>&#8211; In Albania la polizia ha sfidato il monopolio dei boss attaccando e conquistando la capitale della marjiuana, Lazarat, dando un duro colpo ai traffici. Il problema della criminalit\u00e0 tuttavia rimane molto presente. In che modo l\u2019Italia sta contribuendo e potr\u00e0 contribuire a questa battaglia, decisiva anche per le conseguenze sul nostro paese?<\/P><br \/>\n<P>Ho molto apprezzato insieme ai miei colleghi, comunitari e non, la coraggiosa operazione con cui la polizia albanese ha ripristinato il controllo su Lazarat. Con questa operazione il governo Rama, e il ministro Tahiri in particolare, hanno dato una prova concreta della propria determinazione nella lotta contro la criminalit\u00e0 organizzata e il narcotraffico.<\/P><br \/>\n<P>&#8211; La lotta alla criminalit\u00e0 organizzata sar\u00e0 determinante per l\u2019Albania per raggiungere l\u2019obiettivo dell\u2019integrazione europea e l\u2019Italia, cos\u00ec come l\u2019UE, intende continuare ad assisterla in questo settore, in cui possiamo vantare una collaborazione pi\u00f9 che ventennale. Gi\u00e0 dagli anni 90, c&#8217;\u00e8 una collaborazione con il Dipartimento italiano di pubblica sicurezza, che ha contribuito alla crescita della Polizia di Stato albanese, con attivit\u00e0 di formazione e la fornitura di mezzi e apparecchiature. E vi sono diverse intese bilaterali per la lotta al commercio di stupefacenti.<\/P><br \/>\n<P>Fondamentale nella lotta alla criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 anche il consolidamento di polizia e magistratura. Anche in questo settore il nostro Paese offre un contributo importante con il programma europeo a guida italiana Pameca.<\/P><br \/>\n<P>&#8211; Il Premier Renzi sembra riuscito nel miracolo di dialogare con Berlusconi e di aprire un tavolo di dialogo con il movimento 5 Stelle. In che modo l\u2019Italia puo\u2019 aiutare anche l\u2019Albania a stabilire un dialogo tra maggioranza e opposizione?<\/P><br \/>\n<P>Ritengo il dialogo la chiave sia nella politica internazionale sia interna. La stessa Europa si alimenta del dialogo tra Istituzioni e tra Stati Membri, costantemente impegnati nella ricerca di soluzioni condivise. Il dialogo \u00e8 vitale per raggiungere un obiettivo di rilievo, quale l&#8217;integrazione del Paese nell\u2019UE: un obiettivo peraltro non solo condiviso da maggioranza e opposizione, ma cui la popolazione albanese tiene molto. Si tratta di un percorso non facile, in cui l\u2019Unione Europea e l\u2019Italia continueranno ad assistervi, ma in cui \u00e8 vitale il contributo costruttivo dell\u2019opposizione e la cooperazione tra tutte le Istituzioni albanesi. L\u2019invito al dialogo e alla collaborazione costruttiva sar\u00e0 uno dei principali messaggi che consegner\u00f2 ai rappresentanti delle Istituzioni che incontrer\u00f2 durante la mia visita a Tirana.<\/P><br \/>\n<P>&#8211; Questa \u00e8 la sua prima visita in Albania come ministro degli Esteri, ma non come esponente politico. Cosa ricorda dei suoi precedenti viaggi e con quali politici locali ha mantenuto rapporti?<\/P><br \/>\n<P>L&#8217;ultima volta che ho visitato Tirana, prima di diventare ministro, \u00e8 stato due anni fa, durante la presidenza albanese del Consiglio d&#8217;Europa. In quell&#8217;occasione oltre agli incontri e agli appuntamenti istituzionali avevo avuto modo di rivedere Edi Rama, che conosco da molti anni e a cui mi lega una profonda amicizia e una grande stima.<\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Intervista del Ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini rilasciata al giornalista Carlo Bollino in occasione della visita a Tirana il 25 luglio, nell\u2019ambito del tour nelle principali capitali dei Balcani occidentali nel contesto del semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell\u2019Unione Europea. 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