Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Mostra personale di Agostino Ferrari “Interno-Esterno”

Istituto Italiano di Cultura di Tirana

Inaugurazione martedì 9 settembre 2014, ore 19


Prosegue a Tirana il progetto espositivo di arte contemporanea  CONFINI, linguaggi, spazi, cose, persone, ideato e curato da Martina Corgnati per  gli Istituti Italiani di Cultura di Colonia, Strasburgo, Tirana e Zagabria in occasione del semestre italiano di presidenza europea. Quattro sono gli artisti italiani coinvolti, che esporranno a rotazione nei quattro Istituti: Maria Cristina Carlini, Agostino Ferrari, Agnese Purgatorio e Donatella Spaziani.


Dopo l’inaugurazione del progetto con le opere di Agnese Purgatorio, l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana ospita la personale di Agostino Ferrari, curata da  Martina Corgnati, che sarà inaugurata martedì 9 settembre 2014 alle ore 19, presso il Palazzo della Cultura in Piazza Scanderbeg.


L’artista (Milano, 1938) da anni lavora sul tema del segno, protagonista di una narrativa autoreferenziale e del tutto aniconica che per moltissimi anni si è aggirata nei dintorni del linguaggio senza mai risolversi in esso. È questo, infatti, il “confine” che Ferrari delinea con chiarezza e originalità: quello fra il segno come elemento significante oppure invece esclusivamente estetico e formale, componente fondamentale nella storia dell’astrazione e della cultura artistica contemporanea. Negli ultimi quindici anni, poi, la ricerca di Ferrari si è allargata anche al “confine” fra spazialità interne al quadro che il segno, assai dinamico, continuamente attraversa e collega, associando spazi neri, ulteriori e ignoti, ad altri più prossimi all’esperienza e allo sguardo dello spettatore.


A quest’ ultimo ciclo di lavori, intitolato Interno-Esterno, appartengono le venti tele presentate in questa mostra: opere ad acrilico, tecnica mista e sabbia, cui si uniscono alcuni piccoli progetti che l’artista usa come punto di partenza nell’esecuzione di ogni lavoro.  Dal nero profondo, metafora dell’ignoto ma anche delle illimitate possibilità che attendono l’uomo oltre le soglie della conoscenza attuale, il segno si avventura nel nostro spazio per suggerire nuovi orizzonti, vero protagonista di un palcoscenico delle forme che Lucio Fontana aveva aperto nel tessuto stesso della tela mentre Ferrari ha sempre voluto mantenere nell’ambito della pittura.


Agostino Ferrari Inizia professionalmente l’attività artistica nel 1961 con la prima mostra personale presso la Galleria Pater di Milano. Negli anni ’62-’63, con i pittori Vermi, Verga, Sordini, La Pietra e con il critico Alberto Lucia fonda il Gruppo del Cenobio. Da questo momento inizia la ricerca segnica di Agostino Ferrari, che sarà il tema conduttore di tutta la sua attività sino ad oggi. Nel ’64-’65 trascorre due stagioni a New York, dove conosce diversi artisti americani, fra i quali George Segal e Claes Oldenburg. Nel 1966 Lucio Fontana presenta la sua personale a Milano. Nel 1967 riceve il premio Mirò per il disegno a Barcellona. In seguito, con altri artisti, espone al Kunsthaus di Zurigo e tiene una retrospettiva alla Rotonda della Besana di Milano; nel 1978, espone a Dallas, alla Contemporary Art Gallery. Negli anni successivi espone in mostre personali e collettive in moltissime città d’Italia e d’Europa. Fra le più importanti si ricordano quella al Centro Culturale Bellora di Milano (1988), alla Galleria Lorenzelli di Milano (1996), alla Quadriennale di Roma (2005), alla Casa del Mantegna di Mantova (2010), alla Fundacion Frax di Altea, Spagna (2011), al Palazzo Lombardia di Milano (2012). Le sue opere si trovano in molte collezioni private e pubbliche italiane e straniere.


Agostino Ferrari – Interno-Esterno
Istituto Italiano di Cultura di Tirana – Pallati i Kulturës, Sheshi Skënderbej dal 9 settembre al 26 settembre 2014
Poster