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Presentazione dei risultati della terza missione operativa di sorvolo aereo per il rilevamento di sostanze stupefacenti per il periodo giugno – settembre 2014 

Il Ministro dell’Interno Saimir Tahiri e l’Ambasciatore d’Italia Massimo Gaiani hanno presentato oggi i risultati della terza missione operativa di sorvolo aereo per il rilevamento di sostanze stupefacenti per il periodo giugno – settembre 2014. L’azione si colloca all’interno del Protocollo Operativo siglato nel maggio del 2012 fra il Dipartimento della Pubblica sicurezza italiano e la Direzione generale della Polizia di Stato della Repubblica di Albania. Il protocollo ha rappresentato una tappa importante nella lotta alla  criminalità organizzata e nella collaborazione fra le forze di polizia dei due Paesi, impegnate quotidianamente nella lotta al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
 
Questa terza fase delle operazioni, dopo i monitoraggi del 2012 e 2013, è stata svolta con un aereo della Guardia di Finanza dotato di sistemi di rilevamento forniti dalla Seconda Università di Napoli con l’utilizzo di sensori iperspettrali in grado di rilevare le differenti sostanze organiche presenti sul territorio e fotocamere ad altissima definizione. L’attività ha impegnato 48 operatori della Guardia di Finanza e 10 ricercatori del Centro Benecon dell’Università di Napoli che, sotto la leadership del Ministero dell’Interno italiano, si sono alternati garantendo una soluzione di continuità per tutto il periodo della missione. L’intera operazione ha avuto un costo, per il solo Governo italiano, di circa 630 mila euro.
 
Sulla base delle indicazioni fornite dalla polizia di stato albanese e grazie alla durata piu’ lunga di questa terza fase di operazioni, i sorvoli hanno potuto estendersi, nel solo 2014, al 15 % percento della superficie albanese, una parte del territorio molto più ampia rispetto a quella rilevata negli anni precedenti. In tal modo e’ stato possibile individuare 798 aree sospette, di cui 770 effettivamente ospitanti coltivazioni di cannabis.
Particolare importanza hanno avuto i rilevamenti dettagliati relativi alla zona di Lazarat, che hanno permesso di localizzare con grande precisione le piantagioni all’interno del paese, ed alle Autorità albanesi di intervenire successivamente. 
 
L’Ambasciatore Gaiani ha testimoniato la soddisfazione del Governo italiano per la collaborazione con le autorità albanesi, ed in particolare con il Ministro dell’Interno e la Polizia di Stato nelle attività descritte, i cui risultati hanno sancito il successo sia per la parte italiana che per quella albanese, contribuendo a rafforzare l’impegno di Tirana nelle priorità definite dal suo percorso europeo, in particolare nel contrasto alla coltivazione e al traffico di stupefacenti e nel contrasto al crimine organizzato.